Les surprises du vote Français

Publié le par François Lafond

  L'élection française, vue d'Italie......un article, en Italien, de notre ami François Lafond, paru dans la presse italienne...

 

Il primo turno delle elezioni francesi ha dato il suo verdetto. Il prossimo capo dello stato francese sarà dunque un cinquantenne, fotogenico, moderno nell’uso dei mezzi di comunicazione, diretto nel modo di esprimersi e capace di vincere alla prima candidatura: Nicolas Sarkozy o Ségolène Royal. Il dopo Chirac è gia cominciato con un successore che ha ottenuto comunque un risultato migliore del presidente uscente che, in quattro partecipazioni al primo turno, non ha mai raccolto più del 20 per cento. Ma il risultato di domenica contiene molti altri elementi di ri- flessione per la Francia, e non solo.
Il primo dato è ovviamente una partecipazione eccezionale (quasi l’85 per cento, più 13 per cento rispetto al 2002), bel segno della vitalità della democrazia francese e testimonianza della diffusa voglia di politica. Tutti si aspettavano una sorpresa di fronte a tanta indecisione dei sondaggi: la sorpresa è questa.
Certo, l’elezione del presidente della repubblica francese con il suffragio universale diretto gli conferisce, assieme a poteri che non hanno pari in nessun altro paese occidentale, uno statuto unico. Si tratta quasi di una relazione personale tra tutti i cittadini e il padre (o madre) della nazione. I giovani delle banlieue così come i francesi che hanno lasciato il paese, i pensionati tanto quanto i lavoratori e le donne hanno avuto modo di dimostrare che la via migliore per organizzare il vivere insieme era di votare e dare un’indicazione sul miglior candidato possibile.
Il fantasma di Jean Marie Le Pen, che abbiamo visto riapparire negli ultimi giorni della campagna, al seguito di voci che lo davano capace di rimontare e di essere il terzo uomo, era soltanto il ritorno di un incubo già visto.
Ma la partecipazione dimostra quanto quel voto protestatario del 2002 fosse un incidente di percorso, non l’inizio di una metastasi mortale.
L’alta partecipazione al voto ci porta al secondo elemento importante di questo primo turno: la morte politica di Jean Marie Le Pen – si è già aperta una guerra di successione – e un ridimensionamento dell’estrema destra, che dovrebbe permettere la lenta sparizione del Front National.
Un terzo elemento significativo è la scomparsa del Partito comunista francese.
Con 700mila voti (1,94 per cento), la candidata Marie George Buffet non potrà aiutare in maniera decisiva Ségolène Royal, con il ragguardevole 25,83 per cento.
È un innegabile successo per la candidata socialista, che non era neanche sicura di arrivare al ballottaggio. Sin dall’inizio, Royal si rivela nelle avversità forte e tonica, più pugnace di quello che compagni e avversari pensano, con un sorriso perfetto. Soltanto il suo compagno, François Hollande, responsabile del Partito socialista, domenica sera, durante le tante trasmissioni televisive, si è mostrato molto prudente.
Come tutti, ha notato che i voti del centrosinistra, tutti insieme, sono al di sotto del 40 per cento.
Difficile in queste condizioni pensare a una vittoria socialista.
Di fronte a un Nicolas Sarkozy che è riuscito a fare il pieno dei voti di destra, saranno gli elettori di François Bayrou a decidere il futuro presidente( ssa). Il discorso di domenica sera del terzo uomo, che avrebbe potuto far trasparire delusione per il risultato, era invece una nuova testimonianza di volontà politica forte. Al contrario di quello che potrebbero desiderare i due candidati, lascerà i suoi elettori liberi di fare una scelta. È l’unica possibilità che ha, per conservare la sua credibilità e preservare il suo futuro personale: né destra, né sinistra. Bayrou pensa già al 2012. Perché danneggiare in due settimane quello che ha costruito in cinque anni? Fare un’alleanza con Royal, Besancenot, Buffet, Bové, Voynet, Laguiller e Schivardi? Per quale politica? Per avere meno Europa e trovarsi nell’impossibilità di rafforzare una vera Europa politica, come ha sostenuto durante la campagna?
Sarebbe rinunciare a una parte del suo codice genetico. Per appoggiare chi, in economia, vuole potenziare il ruolo dello stato, ora che tutti pensano che sarebbe invece necessario riformare il mercato del lavoro e renderlo più essibile, in modo da migliorare una produttività già al ribasso? Per avere un atteggiamento molto critico nei confronti degli Stati Uniti, quando nessuna sda globale, dal riscaldamento climatico al rinforzamento del multilateralismo alla lotta contro la proliferazione nucleare, si potrà risolvere seriamente senza la prima potenza mondiale? No, meglio tenersi il ruolo d’arbitro e aspettare il prossimo turno, continuando intanto a costruire un partito più strutturato. Le riforme del presidente Sarkozy farebbero al paese lo stesso effetto della politica di Margaret Thatcher in Gran Bretagna quindici anni fa. Permetterebbe rapidamente di avere di nuovo le giuste condizioni per un accesso al potere su una linea più tradizionale, in sintonia con l’ispirazione del suo partito, l’Udf. Visto che il rinnovamento del Partito socialista non è stato possibile e sarà impossibile al potere con una maggioranza cosi eteroclita, François Bayrou scommette su un “suo” percorso. Interessante per tutti!

François Lafond

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bouquery 27/04/2007 22:29

je disais que la défaite, momentanée, d'une dynamique de centre gauche fera(it) plus sinon autant que la victoire de cette droite. Sauf à espérer (inconsciemment, si tu veux) que l'homme fort ne la mate.  jmb

marc d HERE 26/04/2007 07:49

Tu poses bien le problème, Jean-Marie, mais sur ces points je pense que Sarkozy ferait davantage avancer les choses, dans le sens que nous souhaitons, qu'une victoire des  socialistes qui les conforterait dans leurs  certitudes....J'essaierai de détailler cela à un autre moment ....
Alors certes une victoire des socialistes alliés aux centristes, sur la base d'un projet différent, et fondé sur l' abandon de certaines alliances, changerait la donne....En prend t-on le chemin? Le débat annoncé entre Royal et Bayrou vat-il permettre d'aller dans ce sens d'un nouveau projet......Si c'était le cas, alors peut-être aurais-tu raison...

bouquery 25/04/2007 00:20

Le fond  Marc ? Souvent peu d'épaisseur entre l'écume et le vaseux . Depuis hier soir le blog revit. On est dans IES. La question n'est pas la victoire de R ou S, pas la rupture à l'Elisez ou à Maquignon. Mais la fidélité à nos interrogations, à nos doutes, à nos amis qui y sont fidèles. A l'enjeu de l'évolution du pays, à la construction de l'Europe, à la concertation du monde, à toutes les entreprises d'initiative et non de rente, à tous les emplois, à une société de toutes les personnes, à un Etat pour toute la société, au droit de vivre et de mourir, à la "guerre des boutons" de la science et du jeu plutôt qu'à la paix morbide des cathéchèses, à... .
C'est simple, une victoire de NS fera moins pour cela que la défaite d'un rassemblement d'idée et de corps des électeurs de FB et SR. Pour la prochaine fois, dans un mois, un an, cinq ans.     jmb

Piotr 24/04/2007 17:21

Molto interessante... ma solo sul caso Bayrou ... communque e vero che l'elezione francese e molto seguita in Italia.